
“Dicono che l’America è il paese degli estremi, ed è vero che il termometro registra gradi di freddo mai visti, qui; ma il freddo dell’inverno parigino è un freddo ignoto in America, è psicologico, freddo di dentro come di fuori. Se qui non gela mai, nemmeno disgela. Come la gente si difende dall’invasione della propria esistenza privata, con alte mura, catenacci e imposte, portinaie mugugnone, malelingue, sporche, così hanno imparato a difendersi dal freddo e dal caldo di un clima rigido, aggressivo. Si son fortificati: difesa, ecco la parola d’ordine. Difesa e sicurezza. Per marcire negli agi”


Doppia sorpresa oggi: la prima è che Carmilla (dove già era stato pubblicato un mio racconto alcuni mesi fa) ha citato il saggio che avevo scritto su Esbat di Lara. Magari a qualcuno non avrà tempo per leggere il saggio su un romanzo tratto da una fanfiction, e qualcun altro si lamenterà della morte dell’editoria italiana, ma sapete una cosa? A me fa piacere ;)
La seconda l’ho avuta guardando un video della Convention democratica di Denver. Per la precisione questo:
È una mia impressione o Obama ha baciato sulla bocca la moglie del suo vice Joe Biden?


(questo racconto ha tratto ispirazione esagerata da Zop ;))










Incredibile come per certi quotidiani le Olimpiadi siano un'ottima scusa per mostrare posteriori femminili a tutto spiano.
NOTE PERSONALI: Anche se detesto Licia Troisi, amo quest'uomo.



Prendo ispirazione da un post di Blanca13 in cui sono elencate una serie di frasi tratte dalle firme di un forum online. Queste frasi riportano una serie di statistiche del tipo "il 90% della popolazione fa X, se tu sei nel 10% diverso copia e incolla questa frase", con alcune variazioni sul tema. Chiaramente tutte queste statistiche sono inventate di sana pianta, o ipotizzate sulla base non di calcoli inferenziali ma di pregiudizi. Alcune sono divertenti, ma nell'elenco trovato da Blanca si nota una preponderanza di statistiche riguardanti il parere sui Tokio Hotel, l'orientamento sessuale di Bill Kaulitz dei Tokio Hotel, l'intelligenza di Tom Kaulitz dei Tokio Hotel e cose simili.
Ora, che i Tokio Hotel siano fatti per essere odiati è abbastanza vero, però l'effetto di simili frasi è di far pensare ad un accanimento eccessivo: ok, come musicisti fanno schifo. Ci sta anche il dissenso estetico, anche se è antipatico l'uso dei termini omofobici. Ma questo continuo attaccarli, e non in discussioni musicali, ma nelle proprie firme, lascia perplessi: la firma su internet dovrebbe essere una espressione delle proprie idee e della propria personalità, queste persone non riescono a immaginarsi se non "contro" qualcuno? E soprattutto cosa credono, di essere alternativi e controcorrente, quando se non si va nei forum di fan è praticamente impossibile trovare amanti dei Tokio Hotel? Dicono di odiarli, ma di fatto i loro discorsi sarebbero vuoti senza di loro. Mi ricordano molto quelli che se la prendono a morte con Moccia e poi esibiscono orgogliosi i libri di Stephanie Meyer: nicchie di consumatori (perché questo sono, consumatori: non hanno sufficiente maturità ideologica per uscire dalla logica puramente di mercato) che si guardano in cagnesco per crearsi delle sotto-identità, senza rendersi conto che la loro identità principale è identica e comune. Dichiararsi alternativi è diventata una nicchia della categoria più vasta dei consumatori. Come si fa ad essere realmente alternativi, allora? Forse, smettendo di tentare di esserlo a tutti i costi.



(per la cronaca, l'immagine di questo post è tratto da un blog de La Destra: evidentemente i diritti umani valgono solo quando non si parla di rom o extracomunitari in Italia... Per chi volesse una informazione alternativa sul Tibet, link utili li potete trovare qui e qui)


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